Le ricette sono tante, con tante varianti diverse, anche regionali.
Il vin brulé nasce dalla tradizione medievale di unire al vino erbe aromatiche e medicinali, creando i vini aromatizzati o medicinali.
Per fare un buon vin brulé, è essenziale usare buoni ingredienti. Le dosi dipendono molto dal gusto personale: basta fare un po’ di prove e seguire il proprio giudizio.
Vino rosso: usare un vino non frizzante, di medio corpo; meglio se biologico.
Cannella (in stecche) e chiodi di garofano: è importante che le spezie non siano vecchie; nei negozi del commercio equo e solidale se ne trovano di ottima qualità.
Scorza di limone ed eventualmente di arancia: anche in questo caso, meglio usare limoni e arance biologiche o del nostro orto, per non far finire nel vin brulé sostanze chimiche.
Zucchero: potete anche provare, come variante, a usare lo zucchero di canna grezzo, che ha un aroma più marcato.
Altri ingredienti: potete provare, per esempio, ad aggiungere tra le spezie il cardamomo, la noce moscata o un po’ di zenzero.
L’importante è non esagerare perchè una spezia non finisca per prevalere sulle altre. Potete anche sostituire allo zucchero il miele.
Preparazione:
si mette il vino con gli altri ingredienti in un pentolino di acciaio a fuoco basso, si mescola e si attende l’ebollizione. Si fa bollire a fuoco basso per qualche minuto; se volete, potete bruciare i vapori con un fiammifero per eliminare l’alcol.
Si beve molto caldo. È utile per scaldarsi in una giornata molto fredda, per bere in compagnia davanti al camino acceso, ma anche per combattere (senza esagerare nelle dosi!) il raffreddore o la tosse.
Dott. Pier Francesco Lisi