A me piace il
Lambrusco. La sua spumosità mi dà allegria.
Certo, se pretendiamo da questo
vino quello che non può darci, resteremo delusi.
Ma ad esempio per una
merenda rustica, con un bel
piatto di salumi, è decisamente adatto.
Io lo amo anche con la
pizza, anche se l’abbinamento
vino-pizza merita un discorso a parte.
Il problema è che - almeno fuori dall’Emilia Romagna, dove il
Lambrusco viene prodotto - nei supermercati, per fare un esempio, arrivano quasi sempre etichette di Lambrusco piuttosto discutibili mentre nelle
enoteche qualcuno vi risponderà inorridito che non trattano il Lambrusco.
Comunque, quando lo comprate,
leggete sempre l’etichetta. Troverete che il Lambrusco (o meglio, i Lambrusco, visto che ci sono varie denominazioni, da quello di
Sorbara a quello di
Castelvetro) può essere
secco, amabile o dolce.
Se c’è scritto
secco, il
Lambrusco è
adatto ai salumi, come detto, ma anche al
brodo con i tortellini o
allo zampone, per restare alla
cucina regionale, o alla
pizza.
Se c’è scritto
dolce, allora beviamolo con i
dolci e evitiamo di berlo con altri piatti.
Possiamo abbinarlo, per esempio, con
ciambelline secche o con le
castagne, le caldadarroste.
L’
amabile è un po’ una via di mezzo; magari è meglio assaggiarlo prima e regolarsi per l’abbinamento.
Una curiosità: esistono anche il
Lambrusco Rosato e quello
Bianco.
Per scoprire un buon Lambrusco, per di più
biologico, leggi qui:
Fratello Sole, il Lambrusco con la DAP